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LAGOLANDIA 2017 – Castel dell’Alpi

Giu
24
2017
fino al 25 Giugno 2017
Orario: Tutto il giorno
Aperitivo Bambini Cultura Fotografia Incontri Laboratori libri Musica Proiezioni

cartolina

Sentieri culturali, laboratori, arti e gusto per due giorni di relax in Appennino!

Sabato 24 giugno 2017

Orario Evento
10.30 YOGA a bordo lago
con CAROLINA FANTI
10.30 Sentiero fiabesco (2H)
con lo scrittore MASSIMO VITALI e i “folai” di Castel dell’Alpi
10.30 Esplora la montagna
con le mountain bikes a pedalata assistita di ELECTRIC BIKE MAIMONE
11.00 Inaugurazione (2H)
degli interventi presso il lago a cura della BONIFICA RENANA, con giro del lago e brindisi
14.00 Sentiero romano (4,5H)
con ARCHIVIO ZETA tra teatro e autori classici sulla Strada Flaminia Militare, verso il Cimitero Germanico della Futa
14.30 Sentiero idrogeologico (2H)
con ALESSANDRO RODA per capire perché la terra frana
14.30 Laboratorio
di ANDREA BIANCHI in preparazione al Sentiero Scalzo
15.30 Sentiero armonico (2H)
da Malbura alla Rioletta, sulle note di ANGELO ADAMO
16.00 Natur-Art Lab
a cura di SIMONE MICCICHÈ
17.30 Sentiero fotografico (3H)
per cogliere l’istante della natura, con SPAZIO LABÒ
17.30 Presentazione libro
“IL SILENZIO DEI PASSI” di Andrea Bianchi, con Camilla Endrici
19.00 Presentazione-spettacolo
di WALDEN, l’eco-rivista sull’ambiente, la sostenibilità e la comunicazione, con ANTONIO PORTANOVA, FLORIO POZZA e NICOLA BRUGNOLO
21.30 Intrattenimento
è ora di ballare con l’EXTRALISCIO, il liscio come non l’avete mai sentito!

Domenica 25 giugno 2017

Orario Evento
09.30 Sentiero scalzo (3H)
con ANDREA BIANCHI ad ascoltare il silenzio dei propri passi
10.00 YOGA a bordo lago
con CAROLINA FANTI
10.00 Sentiero acquatico (3H)
tra i laghi e i torrenti insieme a COOP. MADRESELVA
10.30 Sentiero officinale (2H)
con VINCENZO SPEGHINI, per rimedi e ricette al naturale
10.30 Laboratorio artistico
con FLAVIO PACINO, protagonista dell’opera site-specific realizzata per il primo fine-settimana di Lagolandia
10.30 Esplora la montagna
con le mountain bikes a pedalata assistita di ELECTRIC BIKE MAIMONE
15.00 Sentiero ittico (2H)
intorno al lago con HYDROSYNERGY, per scoprire i pesci che popolano il lago di Castel dell’Alpi
15.30 Monotipia!
laboratorio a cura di MATILDE CASSARINI
17.00 Proiezione cinematografica
di “Fedele alla Linea”, un film documentario su Giovanni Lindo Ferretti, regia di Germano Maccioni



#ArtOFF per Lagolandia

testo a cura di Federica Fiumelli

Quando eravamo bambini, pensavamo che una volta cresciuti non saremmo più stati vulnerabili. Ma crescere vuol dire accettare la vulnerabilità. Essere vivi significa essere vulnerabili. Madeleine L’Engle, Walking on Water, 1980

flavio-pacino

Flavio Pacino indaga e lavora sullo spazio fisico, ambientale tramite la trasposizione materica del segno. Un segno effimero, contemporaneo che sfugge dalla cornice e dal contesto, da una propria bidimensionalità concettuale per rendersi materia fisica, corpo caduco. In molti suoi lavori Pacino conduce e ci conduce attraverso la propria poiesis in una ricerca sull’adattabilità. Un adattabilità che diviene sistematicamente vulnerabilità. Una ricerca mobile che diviene abbandono di pose precostituite.

Forse l’immobilità delle cose intorno a noi è loro imposta dalla nostra certezza che sono esse e non altre, dall’immobilità del nostro pensiero nei loro confronti.Marcel Proust, Alla ricerca del tempo perduto

Guardando ad alcune delle ricerche storico – artistiche tra le più importanti del secolo scorso come land art, minimalismo e ad alcune operazioni dell’arte povera, possiamo dire che Pacino ripopola certi codici linguistici utilizzando elementi semplici sia nella forma che nella consistenza, egli infatti predilige per le sue installazioni utilizzare (s)(segni)- legni, possibilmente e preferibilmente non lavorati dall’artista, ma soggetti quindi a erosioni climatiche – atmosferiche o precedentemente lavorati industrialmente. L’objet-trouvè di avanguardistica memoria, ritorna prepotentemente, irrompendo in un contemporaneo liquido, dove il segno etereo (l’immagine) sembra sempre di più prevalere.

Ecco allora che la trasposizione fisica di un di-segno (traccia, indizio, interstizio, visione attraverso la quale, ma mai risolutoria) iniziale essenziale, costituito da pochi tratti e linee, torna ad occupare spazi di origine diversa, che siano essi naturali, domestici, o spazi pubblici espositivi come gallerie o musei. All’artista interessa che i legni utilizzati assemblati con resine acriliche, permettano operazioni duttili, scultoree, corporee, come corpo danzante danza, le installazioni di Pacino si innestano delicatamente, soggette ad una trasversalità temporale di cambiamento dalla quale esimersi è impossibile.

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Adattarsi ad uno specifico spazio (come in questo caso, per Lagolandia, il lago naturale di Castel Dell’Alpi) richiede una profonda analisi di contesto, di ambiente; lo sforzo diventa urgenza e la vulnerabilità ci riporta ad una caducità propria del contemporaneo, così labile e complessa.

Insisto sul concetto di vulnerabilità, perché esso coincide puntualmente con una straordinaria ipotesi, e cioè quella della possibilità dell’essere. Una possibilità dell’essere modificato, urtato, distrutto, perito, leso, spezzato. Il legno, come elemento d’elezione, è una datità fenomenica caduca ma essenziale in natura.

L’alfabeto visivo di Pacino infatti si nutre di pose e ritmi essenziali, che siano essi lacci, elastici, fasce, stelle filanti, nastri, rami di piante, l’esilità (una fragilità tellurica e vibrante alla Calder), lunghezza e leggerezza si incontrano e si fondono in una trasparenza cosmogonica, per dare forma a riflessioni sullo spazio e sulla quotidianità. Uno spazio ed una quotidianità troppo spesso condivise unicamente virtualmente, depauperate, e allora occorre (ri) tornare ad una fisicità che come esigenza si prefigge un dialogo con l’essere mondo e nel mondo.
Vulnerabilità che vuol essere anche perdita originaria di un elemento o di un segno primario per poi ricondurlo, riportarlo ad una adattabilità, appunto, di nuove spazialità temporali. Di ipotesi.

flavio-pacino3

Oggi come non mai l’arte pubblica richiama grande attenzione sia da parte dei fruitori distratti per così dire, i non addetti o direttamente coinvolti nel sistema dell’arte contemporanea, che agli esperti, quali studiosi o critici. Pacino, giovanissimo, decide di ragionare proprio su queste complessità di condivisone di spazi pubblici, attraverso una grafia ed una gestualità minimale, fisica, scultorea, elastica, non invasiva, ma adattabile ad uno spazio critico di cambiamento. Di condivisione.

Federica Fiumelli

Flavio Pacino, Firenze 1993

Inizia il suo percorso progettando tessuti e pattern all’Istituto Buzzi di Prato. Nel 2010 inizia i suoi studi di pittura nello studio dell’artista Fran Bobadilla.

Si laurea come progettista in design della comunicazione e del prodotto all’ISIA di Firenze nel 2016. Dal 2013 al 2016 lavora come assistente progettista nello studio d’arte e progettazione WAVE BUBA di Firenze.

Attualmente frequenta il biennio di Arti visive dell’artista Luca Caccioni all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Alterna i suoi studi e il suo lavoro tra arte e design.


Lagolandia è un progetto di Articolture/Bottega Bologna, in collaborazione con Officina15.

È promosso e sostenuto dall’Unione Appennino Bolognese, per i Comuni di Camugnano, Castiglione dei Pepoli, San Benedetto Val di Sambro e Castel di Casio, con il contributo di Ascom – Città Metropolitana di Bologna, Ente di gestione per i Parchi e la Biodiversità Emilia Orientale, BCC Felsinea.

È realizzato in collaborazione con Centro Ricerche ENEA Brasimone e Bologna Welcome, insieme alla Strada dei Vini e dei Sapori dell’Appennino Bolognese.

Ringraziamo l’Associazione U.S.C.A. per la preziosa collaborazione e accoglienza a Castel dell’Alpi.

Dove

Castel dell’Alpi
via dei Mulini
Castel dell’Alpi
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